La storia della farmacia, come quella della medicina, risale a tempi molto lontani poiché gli uomini hanno da sempre cercato, partendo dall’ambiente naturale, sostanze e preparazioni per lenire i dolori fisici e psichici. I medicamenti che nel tempo venivano ritenuti utili ed efficaci avevano necessità di essere preparati e successivamente conservati, proprio come si faceva con le derrate alimentari, al fine di farli durare integri per permetterne l’uso nel tempo e in luoghi anche lontani da quello di produzione.

I luoghi destinati alla formazione delle “droghe” diventarono sempre più definiti sia per quanto riguarda gli spazi che per quanto concerne le attrezzature del mestiere. In occidente dobbiamo attendere il medioevo per vedere rappresentate per immagini le prime “farmacie”, legate spesso ai conventi ed agli ospedali, che inizialmente erano semplici stanze destinate, talvolta, anche alla vendita di altri beni di consumo alimentare o rivolte alla cura della persona (si pensi inoltre alle spezierie del cinquecento).
Il mobile che assumeva il maggior rilievo nel locale destinato alla farmacia era quello che aveva il compito di contenere i vasi e le scatole dove si conservavano le singole sostanze o le preparazioni. La bellezza e la ricchezza di utensili ed arredi era funzione dell’importanza della farmacia stessa, tanto da richiedere insiemi di oggetti stilisticamente organici e coerenti, che non potevano non suscitare nell’avventore interesse e meraviglia.
Dal 1600 in poi la farmacia diviene anche luogo di ritrovo delle persone più abbienti e gli spazi si articolano in zone e piccoli studi dove era possibile conversare e ricevere indicazioni per una cura “personalizzata”. Durante il secolo XVIII si raggiunge un picco, e forse l’apice, nello sviluppo in ricchezza decorativa degli ambienti destinati alle farmacie ed ai relativi arredi e componenti.

Mobile dell'Antica Spezieria dell'Ospedale Misericordia e Dolce di Prato
La Spezieria Antica dell’Ospedale Misericordia e Dolce di Prato, probabilmente esistente già nel XIII secolo e ricostruita nel 1545 con statuto di “officina farmaceutica”, concluse la sua attività nel XIX secolo. Fu ricostruita nel 1933 da Tommaso Fracassini all’interno del Palazzo Pretorio di Prato. Gli arredi, ancora oggi in mostra, comprendono un elegante mobile-vetrina in legno tinto in azzurro e decorato con modanature e disegni a rombo bianchi sulle ante, che mutua dall’architettura linee compositive ed ornati; un bel tavolo in legno che si sostiene su quattro gambe morbidamente tornite e rilegate a terra su cui poggiano gli immancabili mortai e pestelli; numerosi e bellissimi vasi in maiolica decorata, di varie forme, realizzati in gran parte dalla Manifattura Ginori di Doccia nel XVIII secolo; una piccola collezione di dodici contenitori in vetro coeva alle ceramiche.





Il mobile dell’antica farmacia dello Spedale Misericordia e Dolce presenta affinità stilistiche con una antica farmacia conventuale pratese, quella del Conservatorio di San Niccolò, in funzione già nel 1764, i cui armadi sono anch’essi dipinti in azzurro e bianco con sportelli impreziositi da finissime rappresentazioni di paesaggi realizzate in monocromo azzurro. Anche qui, come nella per la Farmacia dello Spedale, sono raccolti oggetti in vetro e ceramica databili tra il XVIII ed il XIX secolo, nonché antichi strumenti necessari per la composizione dei farmaci.

Farmacia del Conservatorio di San Niccolo', Prato
Forme, dimensioni e materiali per la realizzazione dei vasi o delle scatole lignee destinate al contenimento delle minuterie, erano attentamente studiati in funzione di precise necessità di ordine tecnico e conservativo poiché lo scopo principale era quello creare microambienti ideali per far durare a lungo le scorte di erbe essiccate, droghe e composti vari. La decorazione e l’eleganza dei contenitori e degli armadi divenne dunque, per le farmacie, una componente irrinunciabile delle attrezzature ma ha iniziato a perdersi a partire dalla seconda metà del XIX secolo in conseguenza alla trasformazione dei procedimenti di produzione e distribuzione dei farmaci. (tdb)

La Bottega dello Speziale, Magister Collinus, fine XV-inizio XVI secolo. Aosta, Castello di Issogne, ciclo di affreschi nel portico di ingresso.
Fonti fotografiche relative alle farmacie: Tiziana Di Bella, Archivio DAC.LAB Architetti Associati