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L’Architetto secondo Vitruvio

L’architettura è una scienza ch’è adornata da più dottrine, e da varie erudizioni, col sentimento delle quali giudica di tutte quelle opere che sono perfezionate dalle arti rimanenti. Ella nasce dall’esperienza non meno che dal raziocinio. L’esperienza è una riflessione continua e consumata sull’uso, la quale si perfezione coll’operare sulla materia di qualunque genere, e necessaria giusta l’idea di disegno. Il raziocinio poi è quello che può dimostrare le cose fabbricate, e manifestarle con prontezza, e con le ragioni della proporzione. Per lo che quegli Architetti che illetterati hanno tentato di operare sulla materia, non hanno potuto arrecare tanto di credito alle loro fatiche, sì che ne acquistassero fama; e quelli poi che nel raziocinio e nelle sole lettere sonosi fidati, l’ombra, non già la cosa, sembra che abbiano seguitata. /…/ Quindi bisogna che egli [l’architetto] sia uomo di talento, e riflessivo nella dottrina: perciocchè nè talento senza disciplina, nè disciplina senza talento non possono rendere perfetto un’artefice. Sia perciò egli letterato, esperto nel disegno, erudito nella geometria, e non ignorante d’ottica, istruito nell’aritmentica, siangli note non poche istorie, abbia udito con diligenza i filosofi, sappia di musica, non ignori la medicina, abbia cognizione delle leggi dei giurisprudenti, intenda l’astronomia e i moti del cielo /…/ Non sia egli parziale, nè abbia l’animo dedito a ricevere doni, ma con gravità sostenga il proprio decoro col riportarne buon nome/…/

[da “L’Architettura di Vitruvio – Nella versione di Carlo Amati (1829-1830), Alinea ed., Firenze 1988]

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Mario Sironi, L'architetto, olio su tela, 1922

Vitruvio, autore del noto “De Architectura”, fu un famoso architetto romano vissuto nel I secolo a.C. Il suo trattato risale all’incirca al periodo che va dal 30 al  20 a.C. e fu dedicato all’imperatore Augusto.

La meraviglia del disegno. Il duello tra Apelle e Protogene raccontato da Plinio

Protogene e Apelle furono protagonisti di un divertente episodio. Protogene
viveva a Rodi e quivi approdò Apelle, desideroso di veder personalmente
le sue opere, da lui conosciute solo per fama, e si diresse alla sua bottega.
Protogene era assente, ma c’era una vecchia a custodia di un quadro di
grandi proporzioni posto sul cavalletto. La vecchia rispose che il pittore era
fuori casa e, a sua volta, chiese chi dovesse riferire che lo cercava. “Costui”,
disse Apelle e, arraffato un pennello, tracciò una linea colorata sottilissima
che attraversava il quadro. Al ritorno di Protogene, la vecchia gli fece vedere
quel che era successo. Si dice che allora il pittore, guardata attentamente
la sottigliezza del tratto disse che il visitatore doveva essere Apelle e che nessun
altro era in grado di compiere niente di così perfetto. Lui stesso, allora,
sovrappose a quella una linea di un altro colore ancora più sottile e, andandosene,
ordinò che, se l’altro fosse tornato, gliela si mostrasse aggiungendo
che quello era l’uomo cercato. Così avvenne. Infatti Apelle tornò e, vergognandosi
di essere stato sconfitto, tagliò le linee con un terzo colore, senza
lasciare spazio a un tratto più sottile. Allora Protogene si dichiarò vinto e si
precipitò al porto per cercare l’ospite. Si decise di tramandare alla posterità
il quadro così composto, come un oggetto da mostrare alla meraviglia, di tutti
certo, ma soprattutto degli artisti. Mi consta che il quadro finì bruciato
durante il primo incendio della casa di Cesare al Palatino. Io stesso, prima,
ho avuto modo di contemplarla: su tutta la superficie non conteneva altro
che delle linee che quasi sfuggivano alla vista. Fra le opere egregie di tanti
artisti, questo quadro assomigliava piuttosto a uno spazio vuoto e per questo
attirava di più gli sguardi ed era più rinomato di qualsiasi altra opera.

(Plinio il Vecchio, Storia naturale, Libro XXXV, I colori minerali)

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Apelle fu un importante pittore greco (sec. IV a. C.) insieme con Protogene. Nulla è giunto fino a noi della sua opera che conosciamo in parte da notizie provenienti altrui testi. Fu un virtuoso del disegno e di lui si elogiava la modestia e la capacità di ascoltare le critiche al suo lavoro purché fossero fatte nei limiti delle competenze di colui che le esprimeva. Dal suo modo di lavorare deriva il detto, già noto nell’antichità, che recita “nulla dies sine linea” (nessun giorno senza linea). Nulla di più vero infatti. Per tenere in esercizio un’arte, qualsiasi essa sia, non bisogna lasciar passare neanche un giorno senza esercitarla un poco. (tdb)

in figura: Afrodite Anadiomene (Venere che sorge dalle acque) 
di Tiziano (1520 circa). 
La Venere nascente è uno dei dipinti più noti di Apelle che è andato 
perduto dopo essere stato portato a Roma.

Laboratori di Educazione al Paesaggio a Prato: “Animali e Paesaggi” e “Lo Straordinario mondo delle Piante”

I laboratori didattici “Animali e Paesaggi” e “Lo Straordinario Mondo delle Piante” che si sono tenuti nelle scuole primarie Iqbal e N. Mandela di Prato nell’anno scolastico 2017-18, si sono conclusi oggi 8 giugno con le mostre finali degli elaborati dei ragazzi presso le rispettive sedi scolastiche. I laboratori, promossi dall’Associazione Culturale Paesaggi -Prato-, sono stati ideati e curati dall’arch. Tiziana Di Bella e realizzati con il contributo dello Studio DAC.LAB Architetti Associati.

Le pubblicazioni possono essere consultate liberamente sulla piattaforma per l’editoria digitale ISSUU .

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Mostra virtuale e pubblicazione al link: https://scuolaarchitettureepaesaggi.wordpress.com/

Fiori di primavera. Il Giacinto

<Anche tu, figlio di Amicla, saresti stato posto in cielo da Febo, se l’avverso destino gli avesse permesso di farlo. Pur nel modo concesso, tu sei tuttavia eterno: ogni volta che la primavera allontana l’inverno e Ariete succede ai piovosi Pesci, ogni volta tu in fiore rinasci sulla verdeggiante zolla. Nessuno più di te fu amato da mio padre, e Delfi, posta al centro del mondo, rimase senza il suo nume tutelare, finché lungo l’Eurota e a Sparta priva di mura, volle soggiornare il dio. Più nulla gli importava della cetra e delle frecce: dimentico di sé stesso, non disdegnava di portare reti, di custodire i cani, di accompagnarti per le balze di monti impervi, alimentando con la lunga intimità la sua passione.

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Jean Broc, Morte di Giacinto, 1801

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Leaf Republic. Il cambiamento parte dalle piante

Il Packaging sostenibile ha come scopo quello di evitare, negli oggetti della vita quotidiana, l’uso -o meglio, l’abuso- della plastica che sta diventando una vera e propria piaga dell’umanità.

Per quello che riguarda l’utilizzo di piatti, bicchieri e posate “usa e getta”, la Francia nel 2020 sarà il primo paese a vietarne l’utilizzo e, si spera, che molti altri seguano il buon esempio. Sulla base di questa tendenza alcune ditte hanno iniziato a produrre stoviglie riciclabili.

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Il Padiglione di Barcellona. Una visita virtuale

Il padiglione di Barcellona è un edificio progettato da Ludwig Mies van der Rohe, su incarico del Deutscher Werkbund, come padiglione nazionale tedesco per l’Esposizione internazionale di Barcellona tenutasi nel 1929.
Il padiglione è considerato una delle opere più significative del Movimento Moderno destinato ad avere grande influenza su intere generazioni di architetti, con le sue forme algidamente essenziali e fluide e assolutamente nuove nel panorama espositivo del Montjuïc, luogo deputato per la grande manifestazione internazionale.

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Lo Studio di Leonardo Savioli, Architetto. (1917/1982)

“Sono nato a Firenze nel 1917 in una casa /…/ un labirinto, formato di corridoi, di ambienti bui e di passo, di percorsi a gomito, di scale; sembrava, in piccolo, un pezzo di città medievale. Mia madre vi aveva installato una /…/modisteria e sartoria /…/ un  continuo fare cappelli e vestiti, un continuo montare e smontare di nastri, piume, fiori finti, feltri e stoffe di ogni genere /…/ mio padre che era disegnatore meccanico alle ferrovie, nel tempo libero, lasciava da parte i disegni di treni e locomotive, per riparare macchine fotografiche, binocoli, meccanici d’ogni tipo; fabbricava anche fuochi d’artificio e palloni da mandare su in aria col fuoco sotto”. (Autobiografia, 1981)

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L’angelo. Lo spazio nei sogni di Giovanni Michelucci

Ero entrato in un bosco, uno di quei boschi dove c’è l’odore delle foglie marce, delle castagne e dove ci sono tutti i colori della campagna toscana. Ecco appunto giravo preso dal fascino degli odori, dai movimenti dei rami e dei tronchi, dai raggi del sole che filtravano… Stavo vivendo il bosco, quando scopro, o immagino di scoprire una piccola capanna, piccolissima, dove ci poteva stare pochissima gente o nessuno. Una capanna ridotta piuttosto male che aveva la porta semiaperta. E guardandola mi chiedevo chi mai potesse vivere in così poco spazio. Con questo interrogativo mi sono avvicinato alla porta e dallo spiraglio ho potuto intravedere all’interno un’ala che si muoveva lentamente. Cioè era un angelo che con quel movimento dell’ala creava nell’ambiente quell’atmosfera che è necessaria agli angeli per vivere, per continuare a vivere ancora fra noi. Meraviglia. Un angelo vive, all’angelo basta quello spazio…

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Allora c’è da porsi una domanda. Come mai lo spazio non basta mai all’uomo? Invece nella capanna ci sono degli esseri che vivono e mettono a posto tutte le loro piccole cose…quelli creano lo spazio però non sono mica uomini, sono angeli… Allora bisogna cambiare il mondo e che l’uomo divenga un angelo.

E possibile? Sì, è possibilegiovanni-michelucci-testo-felicità-architetto-cultura-educazionetesto e immagine tratti da: “Dove si incontrano gli angeli. Pensieri, fiabe e sogni” di Giovanni Michelucci. A cura di G. Cecconi, Carlo Zella Ed., 1997, pag. 15

Giovanni Michelucci,  architetto italiano  (Pistoia, 2 gennaio 1891 – Firenze, 31 dicembre 1990).

fonte foto di G, Michelucci: http://larivistaculturale.com/

Amate l’Architettura – Gio Ponti

…politica degli architetti sia costruire per gli altri, sic nos non nobis: accanto ai medici, conservare integro fin che è possibile, specchiandolo nelle dimore, il tesoro della vita, l’onore degli uomini, intellettuale e morale.  Dedicarsi agli altri.

Gli architetti? la loro non è una professione ma una grazia.

Dove è solo professione non è arte.

Gio Ponti

Al seguente link il testo :    Amate l’Architettura , Gio Ponti..compressed

Gio Ponti, architetto italiano. Milano, 18 nov 1891 – 16 settembre 1979

The Honeybee Algorithm

di Predrag Slijepcevic, Brunel University London, 28 settembre 2017 (traduzione in italiano in coda)

In the philosophy of science there is a segment, not so familiar, but with sufficient identity that it deserves the name: evolutionary epistemology (EE). One of the goals of EE is to explain how biological organisms understand their environment and respond to changes in it. In other words, how the biological organisms “know”.

The novelty that EE offers is the demolition of exclusivity. Intelligence is not only a human trait but a feature of all biological organisms from bacteria to whales. The exact number of biological species on the planet is unknown. One recent estimate suggests that about 9 million species currently inhabit the biosphere. This figure refers exclusively to non-microbial organisms. Estimates of the number of microbial species go up to a trillion! Continua a leggere The Honeybee Algorithm